Le attività cambiano. Il metodo resta.

Frutti Nuovi non coincide con l'orto o con la cucina. Sono applicazioni visibili di un modo di lavorare nato dall'esperienza e dalla psicologia, che parte dalle risorse e non dal deficit.

Non pesi da sostenere, risorse da sviluppare

Le persone che seguiamo vanno considerate con la dignità e le aspettative riservate a un pari. Una difficoltà esecutiva non è una ridotta capacità di comprendere: uno può sapere perfettamente come si rompe un uovo e faticare a coordinare i gesti, organizzare la sequenza, gestire più richieste insieme.

Abbassare indiscriminatamente la complessità è svalutante e demotivante. Il lavoro è trovare il compito giusto: significativo, autentico, alla portata, ma capace di chiedere un passo in avanti.

Abbastanza stimolante da attivare la persona, non tanto faticoso da produrre frustrazione.

Come lavoriamo

Otto principi che riconosci in ogni progetto, qualunque sia l'attività.

Lettura sistemica

Quando serve coinvolgiamo famiglia, assistente sociale, scuola, terapeuti. Un progetto coerente, non sovrapposto ad altri interventi.

Progetto personalizzato

Obiettivi, giorni, orari e richieste diversi per ciascuno, anche nella stessa attività. L'asticella si alza gradualmente.

Presa in carico e monitoraggio

Valutazione iniziale, poi verifiche periodiche con la persona, la famiglia e la rete. Così la frequenza non diventa mai solo occupazionale.

Compiti autentici

Destinatari reali, qualità attesa, conseguenze concrete. La cassetta va a una famiglia, il pranzo lo mangia qualcuno.

Gradualità concreta

Prima si osserva il professionista. Poi si fa insieme. Poi si fa da soli, con lui a disposizione. Tempi diversi per ciascuno.

Presenza proporzionata

Il professionista è riferimento, mediatore e modello. Abbastanza presente da tutelare, non tanto da sostituirsi.

Reciprocità

Dal ricevere al restituire: cucinare per altri, consegnare un prodotto curato, contribuire a un evento solidale.

Generalizzazione

Ciò che si impara qui deve entrare a casa, nel lavoro, nell'abitare. Curare uno spazio in serra porta a curare la propria camera.

Tre orizzonti

Ogni progetto individuale si muove lungo tre direzioni, con traguardi diversi per ogni persona.

Autonomia

Capacità pratiche

Curarsi, gestire spazi e tempi, cucinare, fare la spesa, usare il denaro, spostarsi, mantenere un impegno, affrontare un imprevisto.

Autodeterminazione

Scegliere per sé

Esprimere preferenze, dire sì o no in modo consapevole, comprendere le conseguenze. Proteggere non può voler dire eliminare ogni rischio.

Ruolo adulto

Un posto riconosciuto

Ritmi, puntualità, qualità, collaborazione: ciò che un contesto di lavoro richiederà. Per alcuni un impiego, per altri un tirocinio o un ruolo utile.

Un gruppo pianta giovani alberi in un campo, ognuno con la propria pala

Il gruppo è l'ambiente educativo

Comporre un gruppo è una delle parti più delicate del lavoro. Un gruppo ben costruito impara ad autoregolarsi: i partecipanti si osservano, si danno riscontri, richiamano da soli le regole in modo non giudicante. Le proposte non alimentano competizione: ognuno contribuisce secondo le proprie capacità dentro un compito comune che rende necessaria la collaborazione.

Dietro c'è un'équipe di psicologi ed educatori che condivide visione, metodo e informazioni: riunioni frequenti, confronto sui casi, formazione comune. La persona incontra stili diversi ma percepisce un filo comune.

Gli esiti che osserviamo

Un metodo da documentare e condividere

Cerchiamo università, tirocinanti e ricercatori interessati a studiare e consolidare il modello.