Sappiamo cosa vi chiedete: sarà mai indipendente? Cosa farà quando non ci saremo? Troverà un lavoro, degli amici? Non abbiamo risposte facili. Abbiamo un metodo, obiettivi chiari e la promessa di dirvi sempre come sta andando.
Quattro passaggi, senza fretta. Ogni passo può fermarsi se non è la strada giusta.
Con voi e con vostro figlio. Ascoltiamo la storia, chiediamo cosa vi aspettate, spieghiamo cosa possiamo e cosa non possiamo fare.
Se serve coinvolgiamo psicologi, scuola, assistente sociale. Leggiamo il quadro intero, non solo la diagnosi.
Obiettivi concreti, attività scelte insieme, giorni e orari realistici. Partiamo dal punto in cui è vostro figlio, non dal gruppo.
Incontri periodici per vedere cosa è cambiato, alzare l'asticella o correggere. Nessuna frequenza "tanto per".
I grandi obiettivi (casa, lavoro) richiedono anni. Ma il metodo produce segnali piccoli e presto: sono quelli che vi chiediamo di osservare insieme a noi.
Il progetto è della persona, ma la famiglia è parte della rete. Ci sono momenti pensati per i genitori.
Confronto tra genitori che vivono situazioni simili. Spesso è la prima volta che non ci si sente soli.
Le esperienze fuori casa servono anche a voi: imparare a lasciar fare, a tollerare un rischio proporzionato.
Momenti di comunità in cui vostro figlio cucina e serve. Voi siete ospiti.
È proprio la situazione in cui lavoriamo meglio. Il criterio non è la diagnosi ma il funzionamento: buone risorse cognitive e difficoltà concrete nell'organizzazione, nelle relazioni, nell'autonomia. Lo capiamo insieme nel primo colloquio.
Non siamo convenzionati con la Regione: i costi sono a carico della famiglia e dipendono dal progetto (quante attività, quante ore). Alcune attività, come uscite e vacanze, sono in parte coperte da fondi raccolti con aziende e donatori. Vi diamo un preventivo chiaro prima di iniziare.
No. Non lavoriamo per giornate intere e non proponiamo attività fini a se stesse. Ogni ora ha un obiettivo e ogni persona un progetto proprio. Per alcuni siamo il fulcro del percorso, per altri un tassello accanto ad altri servizi.
Psicologi ed educatori. Non animatori. Il lavoro con vostro figlio è educativo e terapeutico, anche quando da fuori sembra una gita o una torta.
Sì. Serve più tempo e più gradualità: si può partire da due ore a settimana. Lo abbiamo fatto con persone di 30, 35, 45 anni.
Stiamo aprendo piccoli hub in altre zone di Verona e molte attività si svolgono sul territorio. Imparare a spostarsi con i mezzi fa parte del percorso: per molti è il primo obiettivo.
Succede, e non è un fallimento. Il progetto si rimodula: meno ore, un'altra attività, un altro gruppo. Ne parliamo con voi e con lui prima di decidere qualsiasi cosa.
Venite a vedere la sede, conoscete l'équipe, fate tutte le domande. Poi decidete.