Adolescenti nella transizione verso l'età adulta, giovani adulti e adulti con fragilità cognitive, relazionali e organizzative. Il criterio non è la diagnosi: è il divario tra le potenzialità della persona e le occasioni che ha davvero.
Il percorso parte da te: dai tuoi interessi, da quello che vorresti riuscire a fare, da quello che oggi ti pesa. Si comincia con un obiettivo alla portata e si alza l'asticella un passo alla volta, con un sostegno che cambia nel tempo.
Il gruppo è piccolo. Le attività sono reali: cucinare per altri, preparare cassette che qualcuno comprerà, organizzare un'uscita, passare una settimana fuori casa. Puoi venire a vedere prima di decidere.
Non è un test. Se riconosci alcune di queste situazioni, un primo colloquio serve a capire insieme se e come possiamo essere utili.
Molte delle persone che seguiamo hanno una diagnosi nello spettro autistico o di altre condizioni che incidono sul funzionamento; altre non ce l'hanno o non hanno un livello di invalidità che garantisca sostegni. Per noi conta cosa la persona sa fare, cosa le manca e quali occasioni ha: la terminologia clinica la usiamo solo quando serve, nel confronto con i professionisti.
Non prendiamo in carico disabilità fisiche gravi o situazioni psichiatriche complesse. Quando una situazione non è per noi lo diciamo subito e, se possibile, indichiamo chi contattare.
Intervenire presto previene l'isolamento. Ma incontriamo anche persone di 30, 35 o 45 anni rimaste a lungo a casa: il percorso è possibile, con più tempo, gradualità e sostegno.
Due ore a settimana possono essere il primo obiettivo. Il resto viene dopo.
Chi ha già uno psicologo o un servizio di riferimento lo mantiene: Frutti Nuovi si integra, non si sovrappone.
Prima di decidere si può visitare la sede e provare un'attività.